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Saperi condivisi
Tecnologie conviviali
Nessuno scopo di lucro
Anarcociclisti critici
Mobilità autoalimentata e veloce
Fuori dall'ingorgo del sistema
Le biciclette permettono di spostarsi più velocemente senza assorbire quantità significative di spazio, energia o tempo scarseggianti. Si può impiegare meno tempo a chilometro e tuttavia percorrere più chilometri ogni anno. Si possono godere i vantaggi delle conquiste tecnologiche senza porre indebite ipoteche sopra gli orari, l'energia e lo spazio altrui. Si diventa padroni dei propri movimenti senza impedire quelli dei propri simili. Si tratta d'uno strumento che crea soltanto domande che è in grado di soddisfare. Ogni incremento di velocità dei veicoli a motore determina nuove esigenze di spazio e di tempo: l'uso della bicicletta ha invece in sé i propri limiti. Essa permette alla gente di creare un nuovo rapporto tra il proprio spazio e il proprio tempo, tra il proprio territorio e le pulsazioni del proprio essere, senza distruggere l'equilibrio ereditario.
Ivan Illich, Energia ed equità, (p. 59 di "Elogio della bicicletta")
L'alternanza regolare piede destro piede sinistro, che genera la rotazione tranquilla quasi rassicurante, dei pedali, ricorda l'oscillare del pendolo e le sue virtù ipnotiche.
Perché forse si tratta anche di ipnosi, quando il tic-tac metronomico dei mozzi e del movimento a pompa alternato delle ginocchia spingono in avanti la bicicletta e il suo passeggero in uno stato di quiete, tra la veglia e il sonno, tra la terra e il cielo.
In questi momenti di diluizione dello sguardo può capitare che il ciclista abbia la fugace impressione che l'asse dei suoi pedali sia l'asse del mondo (axis mundi). E in un certo senso, è così.
Didier Tronchet, Piccolo trattato di ciclosofia, Feltrinelli, 2003 pp. 8-9
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