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Saperi condivisi
Tecnologie conviviali
Nessuno scopo di lucro
Anarcociclisti critici
Mobilità autoalimentata e veloce
Fuori dall'ingorgo del sistema
I cinque scarsi decenni dell'homo sapiens - dice un biologo moderno - rappresentano, in rapporto alla storia della vita organica sulla terra, qualcosa come due secondi al termine di una giornata di ventiquattr'ore. La storia infine dell'umanita' civilizzata occuperebbe, riportata su questa scala, un quinto dell'ultimo secondo dell'ultima ora.
Walter Benjamin, Angelus novus. Saggi e frammenti, Einaudi, Torino 1962
In questa pagina proponiamo letture interessanti, che parlano di bici, ma non solo... questa pagina è ancora un work in progress...
Ivan Illich: Elogio della bicicletta
Ivan Illich aveva scritto il testo... con il titolo Energie, vitesse et justice sociale (e in un'altra ristempa Energie et equité) di cui è disponibile in rete una versione digitale tradotta in italiano.
Una appassionante e convincente apologia della bicicletta: della sua bellezza e saggezza, della sua alternativa energetica alla crescente carenza di energia e al soffocante inquinamento. Illich nota acutamente che la bicicletta e il veicolo a motore sono stati inventati dalla stessa generazione. Ma sono i simboli di due opposti modi di usare il progresso moderno. La bicicletta permette a ognuno di controllare la propria energia metabolica (il trasporto di ogni grammo del proprio corpo su un chilometro percorso in dieci minuti costa all’uomo 0,75 calorie). Il veicolo a motore entra invece in concorrenza con tale energia. «La bicicletta allarga il raggio d’azione personale dell’uomo, senza limitarne il movimento. Quando non è possibile andare in bici la si spinge a mano. Il ciclista, beneficiario di una comodità senza classi, può addirittura trasportare qualcun altro sulla canna o sul portabagagli».
Illich ci ricorda che la bicicletta è una invenzione contemporanea a quella dell’automobile. E’ anch’essa un omaggio all’individuo ed è l’inno alla meccanica, alla capacità di ruote e rondelle di cambi e bielle di moltiplicare la spinta umana, di rendere miracolosamente redditizio lo sforzo umano che già lo è di per se (anche l’uomo del risciò o del cyclo lo sa). E’ una soluzione funzionale perché ha la velocità giusta per un a città, riesce a districarsi in mezzo ad altre mille bici, non ha un problema di occupazione di spazio, non prevede l’eliminazione dell’uomo che cammina né l’invenzione del pedone. Era una idea geniale, ma qualcuno ha trovato immediatamente il modo di metterla dentro una riserva: piste ciclabili si chiamano. La bicicletta è il modo inventato per dare il massimo della libertà a tutti ed il massimo della democrazia ad una città. Non richiede che le strade divengano piste né che i centri storici vengano condannati perché ostili alla circolazione.
Zenone Sovilla: Bicicrazia. Pedalare per la libertà
... La bici è uno strumento meritevole di un posto in prima fila nella pianificazione urbanistica, come osservano anche vari studiosi onesti della materia. Ma è stata messa ai margini (e con lei il diritto alla mobilità sana) a causa dei tratti caratterizzanti della società dei motori: la narcosi mercantile, l’omologazione culturale nel mito del petrolio, l’introiezione collettiva dei feticci della velocità e di una competizione deregolamentata, l’idolatria produttivistica e consumista con il conseguente occultamento politico e mediatico dei costi sociali di questo sviluppo affidato ai fallibili dogmi del mercato.
[...] Il paradigma della bicicletta è un vero catalizzatore dell'assunzione di consapevolezza e di responsabilità individuale e collettiva. Corregge il rapporto con l'ecosistema e riattiva lo sguardo critico sui riflessi condizionati cui si affida il meccanismo del mercato per perpetuare se stesso e insediarsi nelle coscienze, ignare dei guasti e dei costi umani e monetari che ognuno è chiamato a pagare. Nel contesto attuale la bici può contribuire al disvelarsi della grande menzogna e all'attivarsi di processi riformistici di trasformazione progressiva ma radicale del quadro socioeconomico.
Sul sito www.bicicrazia.it e’ liberamente scaricabile la versione integrale in pdf del libro.
Gianni Rondinella: ‘MASSE’ IN BICICLETTA
Una pratica sociale anomala e l’immaginario urbano dominato dall’automobile.
Esperienze di Critical Mass a Milano.
Tesi di laurea in Scienze della Pianificazione Urbanistica e Territoriale, Università Iuav di Venezia, 2004
L’automobile fa parte dell’immaginario collettivo della città. Il suo uso privato per gli spostamenti urbani è considerato inevitabile nonostante i pesanti costi esterni e le conseguenze devastanti dell’auto-dipendenza sull’ambiente, sul tessuto sociale e sull’essenza stessa della città. Interrogandosi sulle motivazioni del ritardo e dell’incapacità delle iniziative istituzionali di affrontare la crisi della mobilità urbana, questo studio si fonda sull’ipotesi che esista un “paradigma dell’automobile”, della sua proprietà e del suo utilizzo privato, e che questo influenzi non solo i comportamenti di mobilità degli individui ma anche le scelte di pianificazione della città e del territorio. Viene supposto quindi che cambiamenti sostanziali nelle tendenze future di mobilità urbana possano aversi solo con un cambio di paradigma, cioè attraverso la modificazione di un assunto culturale. Constatando che questo non può realizzarsi soltanto con gli strumenti della pianificazione, si ipotizza che possa essere un esito di pratiche sociali che rendono visibili alternative mai considerate, stimolano nuove immagini della città, promuovono la discussione dell’intero progetto di civiltà, interrogano su futuri possibili e prospettano nuovi scenari. Per sondare questa possibilità l’oggetto di indagine è la Critical Mass...
Versione integrale (136 pagine, formato pdf, 1283 KB)
Sintesi (18 pagine, formato pdf, 85 KB)
Emilio Rigatti: MINIMA PEDALIA
C’è chi smette di fumare, chi smette di bere, di giocare a carte... e chi smette di andare in auto. Appende il volante al chiodo e inforca la bicicletta. Emilio Rigatti, disertore ciclista in fuga dall’esercito automobilistico, usa la bici quotidianamente e ritrova così il sapore del tempo a due ruote, che segue più la traiettoria del sole che lo scorrere dei led sull’orologio digitale. Gli obbligatori trasferimenti per il lavoro si rivelano quindi frammenti di un Viaggio Globale, non più confinato nel periodo delle ferie, ma disciolto nell’andare di ogni giorno. Il diario di un non-viaggio lungo un anno, tra invettive solitarie, avventure esilaranti e momenti di pura riflessione, corredato da un manuale per smettere di andare in automobile e diventare “ciclonauti”.
casa editrice: (Stampa Alternativa).
E’ solo un manualetto, ma mosso da ottime intenzioni.
Di Luigi Bairo leggere per˜ la bella intervista a Gianni Milano: “Tutti in bici fino all’Isola delle Anguille”.
Gianni Milano maestro di scuola a Torino. E la sua piccola tribù pedalante di bambini.
Luigi Bario: Bici ribelle. Percorsi di fantasia, resistenza e libertà
Didier Tronchet: Piccolo trattato di ciclosofia "Il mondo visto dal sellino"
collana: casa editrice: Pratiche Editrice L’autore.
Nato nel 1958 a Béthune, nella Francia settentrionale, parigino di adozione e di cuore, Didier Tronchet è giornalista, umorista, disegnatore, fumettista, attore e sceneggiatore.
Ama definirsi “ciclista urbano libero e repubblicano”. Per le vie di Parigi si sposta solo in bicicletta. Estratti del Piccolo trattato di ciclosofia sono stati pubblicati sul quotidiano Libération.
Marco Pastonesi: "vai che sei solo"
storie di gregari (e non solo) prefazione di Fracisco Moser
casa editrice: libreria dello sport
storie di corse viste dal fondo del gruppo storie di biciclette di legno e uomini di ferro, crisi e cotte, polli e uova salite e discese, pulci e tarme, donne in camera e sigarette di nascosto...
Travis Hugh Culley: "il messaggero"
casa editrice: Saggi Garzanti € 15,00 - Pagine 281
L’arte di andare in bicicletta & il caos della metropoli. Traduzione di Gianni Panofino.
Il messaggero racconta al lettore una sottocultura, quella dei pony express su pedali, e al tempo stesso una filosofia: è un cowboy postmoderno e individualista che sfreccia libero tra le auto paralizzate dal traffico cittadino
Chris Carlsson: Critical mass - L'uso sovversivo della bicicletta
Casa editrice: Feltrinelli
Anno pubblicazione: 2003
Pag: 233
Descrizione:
L’antologia di riferimento di un movimento sempre più diffuso e popolare, che spiega nel dettaglio come organizzare una critical mass, in una panoramica che tocca tutto il mondo.

Chris Carlsson: Nowtopia - Come il ciclismo creativo, l'orticoltura comunitaria, la permacucltura, la galassia P2P e l'ecohacking stanno reinventando il nostro futuro, Shake edizioni, 2009
La vera forza di questo libro sta nell’esempio. Nella possibilità da parte di chiunque di far proprie le esperienze qui suggerite e deliziosamente raccontate per migliorare la propria vita.
Per trovare una via di uscita concreta e realizzabile al sistema del lavoro salariato. In modo da realizzare i propri bisogni più profondi, contribuendo al contempo anche all’avanzamento del benessere collettivo.
“La rivoluzione è in corso, in modo quieto e senza fare rumore in milioni di modi differenti e Chris Carlsson – scrittore, agitatore sociale, ciclista, urbanista, sovversivo – vi ha contribuito in decine di modi diversi. Questo libro è uno dei più rari, da parte di uno dei fondatori e inventori della Critical Mass. È un libro tra i più rari perché aperto al futuro, sovversivo, zeppo di fatti divertenti ma importanti da conoscere e condividere nella propria rivoluzione
quotidiana.”
Rebecca Solnit, autrice di Speranza nel buio. Guida per cambiare il mondo
“Questo libro spiega chiaramente e con toni vivi il corso di una rivoluzione ordinaria, il modo in cui milioni di persone vivono, pur essendo all’interno del sistema di vita capitalistico, creando attraverso la loro attività la base di ciò che potrebbe essere un mondo differente. Si tratta di un libro entusiasmante e al contempo delizioso.”
John Holloway, autore di Cambiare il mondo senza prendere il potere
Rivista AnArchica, anno 29, n. 259 (dicembre 1999 - gennaio 2000)
dossier bici

Marc Augè, Il bello della bicicletta, Bollati Boringhieri, Torino, 2009

Andrea Satta, I riciclisti, Ediciclo editore
Gorey Edward: La bicicletta epiplettica
Autore: Gorey Edward
Editore: Adelphi
Data pub.: 2005
Collana: I cavoli a merenda
Pagine: 65
Prezzo: € 12,00
Il viaggio di un bambino e di una bambina su una bicicletta diversa da tutte le altre in una delle storie più misteriose e affascinanti di Edward Gorey (1925-2000)... “La bicicletta epiplettica” è uscito per la prima volta nel 1969. Età di lettura: da 7 anni.
vedi anche:
EDWARD GOREY, Un questionario proustiano
David Gordon Wilson: "Bicycling Science"
Third Edition
with contribution by Jim Papadopoulos
The MIT Press
The bicycle is almost unique among human-powered machines in that it uses human muscles in a near-optimum way. This new edition of the bible of bicycle builders and bicyclists provides just about everything you could want to know about the history of bicycles, how human beings propel them, what makes them go faster, and what keeps them from going even faster. The scientific and engineering information is of interest not only to designers and builders of bicycles and other human-powered vehicles but also to competitive cyclists, bicycle commuters, and recreational cyclists.
Bicycling Science - The MIT Press
MIT - MIT has bicycling down to a science
Teomondo Scarpa: "Generazione a pedali"
casa editrice: non c’e’. e’ un work in progress.
Gianfranco Manfredi: "Il piccolo diavolo nero"
casa editrice: il Saggiatore
La bicicletta arriva a Milano nel 1893 sconvolgendo la vita della citta’. Romolo Buni e Buffalo Bill si sfidano in una gara di tre giorni bicicletta contro cavallo. Gli appassionati di ciclismo si riuniscono davanti al bar Americano e seguendo le loro avventure si vedra’ maturare una coscienza politica che li portera’ a scontrarsi, in sella alle loro biciclette, contro i reparti del generale Bava Beccaris.
P.Rumiz, F.Altan: "Tre uomini in bicicletta"
uno stralcio (.zip: 76kb)
Addio occidente, ristorantini, strade lisce, mousse au chocolat. Sa va ad oriente, da dove la gente scappa. Alla faccia di Bossi e del piscio di porco, di Berlusconi e dei manganelli genovesi, noi cerchiamo la feccia d’Europa. Bulgari, zingari, serbi, popoli delle polverose latitudini extracomunitarie. E ci chiediamo se usare cos“ la nostra bici non sia un atto anarchico, antiglobale. Dunque di sinistra.
casa editrice: Zelig, (1997). 147 pagine, 22 cm.
prefazione a cura di Ennio Dirani
Longo Editore Ravenna
sul web:
capitolo Sul pedale
Cicloturismo romagnolo 1894-1994 - Ennio Dirani - Per i cento anni dello, Shake edizionia bicicletta di Oriani